Non s’ho cosa m’è preso. Prima, passeggiavo tra gli shisha-bar tutto intirizzito dal freddo che s’infilava sotto la giacca. Un flash, di quella giornata immortalata. Era una delle prime davvero primaverili, quell’anno. E noi eravamo splendidi, e così leggeri. Bello ricordare come si era, ogni tanto. Buona vita, carissima. Te la auguro con tutta l’onestà e la sincerità possibile, senza riserve. Citando qualcuno, “Probabilmente vi incontrerete un giorno, fra anni, in qualche aereoporto di qualche luogo lontano, e neanche vi riconoscerete. O forse sì.”
Potrebbe anche aver ragione.



